dove siamo

VACANZE ESTIVE

IN CALABRIA

soggiorno alternativo ed economico

con il calore dell'ospitalita' calabrese


CI TROVIAMO NELLA SPLENDIDA PUNTA ALICE


Dove si produce il nettare degli dei

il vino che veniva e viene offerto per le olimpiadi


dove sono ancora evidenti i resti del tempio di apollo aleo


dove prosperì la splendida


Ypsicron che fu il primo nome dell’odierna Cirò. Ha un territorio esteso per due terzi in dolce collina salubre e ben coltivata, il rimanente in pianura vasta e ricca di vigneti, oliveti e agrumeti. Ad oriente si contemplano la verdeggiante pianura dell’Alice ed il Mare Jonio, a occidente i monti di San Nicola dell’Alto, Carfizzi e più sotto di Melissa e Strongoli, a nord-est i monti di Umbriatico e di Crucoli. La natura del suolo è in parte sabbiosa e in parte cretosa.


Alcuni storici ne fanno risalire l’origine all’alto medioevo, ma la sua storia è millenaria. Reperti archeologici testimoniano la presenza, sul luogo, di popolazioni indigene sin dall’età del ferro. Dopo l’VIII sec. a.c. approdarono sul litorale i coloni greci e fondarono la città di Crimisa. Quale zona comprendesse e quale ne fosse precisamente l’estensione, è oggetto di diatribe tra storici e archeologi. Alcuni, con dotte argomentazioni, la collocano nella zona litoranea che corrisponde all’odierna Cirò Marina, altri adducono tesi contrarie e pensano che la città sorgesse sui colli sovrastanti il litorale cirotano. Qualunque sia stata l’ubicazione, certamente la scelta del luogo fu dettata dalla scelta della presenza di un’ampia e fertile pianura, di acque salubri e abbondanti, di fitti boschi ricchi di legname e selvaggina. Crimisa col tempo conobbe una grande fioritura e fama di città sacra per la presenza del tempio di Apollo Aleo sul promontorio della Lice e di altri luoghi di culto, i templi di Venere, di Cupido, di Bacco e di Giunone. Un posto di primo piano occupavano nella sua fiorente economia l’ulivo e la vite che i coloni greci estesero anche alle pendici collinari. I vigneti di Crimisa, celebri nell’antichità, sono tuttora fonte di ricchezza per gli abitanti di Cirò e del suo circondario. É questa l’area enologica più antica, densa di storia e leggenda, dove nasce il vino chiamato anche “NETTARE DEGLI DEI“. Su queste terre si sviluppò la colonizzazione greca, a partire dal VIII sec. a.C. Qui, come del resto in tutta la Magna Grecia, si verificò una fioritura della civiltà del vino che si sviluppò di pari passo con la crescita economica. Basti dire che in prossimità di Sibari, località costiera poco più a nord di Cirò, venne costruito un vero enodotto; si trattava di un condotto d’argilla che convogliava il vino nella zona portuale dove veniva raccolto in capienti anfore e, quindi, imbarcato. Tra storia e filosofia, fu proprio questa zona che vide l’azione propulsiva di Pitagora e della sua scuola, che si proponevano un rinnovamento spirituale dell’umanità. Da Crotone, in seguito a dissidi interni, il filosofo e matematico dovette peregrinare e non si esclude che avesse soggiornato anche nella vicina Cirò. Di fatto, un suo discepolo, il mitico Milone di Crotone, famoso per la sua potenza muscolare, beveva a profusione il vino locale. Per quanto riguarda i metodi di coltivazione e i sistemi di vinificazione adottati dai coloni greci, questi si ripeterono per secoli nell’area circostante Cirò, continuando in una zona ben delimitata questa tradizione secolare.


Lo Stemma il Gonfalone a forma di scudo azzurro riporta l’immagine di tre monti verdi che descrivono le caratteristiche morfologiche del territorio. Intorno allo scudo è riportata la scritta: «Devorat haec rostro pervigilatque pede». Sul colle centrale, che raffigura quello su cui è stato costruito Cirò, si posa una gru che becca con la zampa dritta un serpente nero. Quest’ultimo rappresenterebbe il pericolo saraceno e turco che per secoli rese difficile la vita dei cirotani. La gru simbolo della vigilanza, invece, allude al popolo di Crimissa-Paterno che, dopo avere abbandonato la costa, è salito sui colli dove continua, appunto, a vigilare. Di forma regolamentare di azzurro chiaro riccamente ornato di ricami dorati e caricato dello stemma con l’iscrizione centrata in oro: Comune di Cirò. Cravatta con nastri tricolorati dai colori nazionali frangiati d’oro.



SIAMO A


CIRO’ MARINA


Il comune di Cirò Marina è nato nel 1952. E’ un comune di circa 14.000 abitanti che si trova in Calabria, in provincia di Crotone.  Cirò MarinaIl suo territorio, posto poco sopra il livello del mare, comprende circa 16 km di spiaggia e ha una superficie pari a 42,71 kmq. Posto nel cuore del Cilento, Cirò Marina sorge lungo la costa ionica e durante la stagione estiva è uno dei centri balneari più frequentati della regione. Da otto anni consecutivi le viene assegnata la bandiera blu per la qualità del mare e dei sui servizi.


Cenni storici


Le fonti storiche, infatti, rimandano ad origini mitologiche secondo le quali l’eroe Filottete, di ritorno dalla guerra di Troia, consacrò arco e frecce ricevute in dono da Eracle fondando il tempio di Apollo Alaios, del quale si rinvennero le fondamenta presso Punta Alice. Istituitasi come comune autonomo da Cirò superiore il 13 marzo del 1952, sia in città che in campagna si possono ammirare significative presenze architettoniche: i resti della Torre Nuova sul Lipuda, la Casa Taverna, il palazzo Porti (sede del Museo archeologico), casa Sculco, casa Saverona e altre residenze rurali circondate da vigneti, aranceti ed oliveti.  Il territorio cirotano fu sede di scontro tra la civiltà d’oriente e quella d’occidente, come testimoniano i cosiddetti Mercati Saraceni (un complesso architettonico costruito da tanti piccoli vani in una successione di archetti sul promontorio di Madonna di Mare) che ospitano oggi manifestazioni culturali e rappresentazioni teatrali e che consentono di godere di un panorama suggestivo che si affaccia sul promontorio di Punta Alice. Il maggior sviluppo economico di Cirò Marina si è avuto nei decenni immediatamente antecedenti l’autonomia comunale. Gli impulsi più forti sono giunti in seguito alla crescita delle attività agricole, alla organizzazione della pesca industriale e del turismo, all’ampliamento dei servizi pubblici e commerciali, alla nascita di attività artigianali (come l’arte orafa, quella delle terrecotte con creazioni ispirate alla Magna Grecia, l’arte del restauro e del ferro battuto) ed industriali di un certo rilievo.





Come raggiungerci


In Auto:

Autostrada A3 (l'autostrada del Sole) - Uscite: Sibari (da Nord) o Catanzaro Lido(da SUD), si imbocca la S.S. 106 Jonica, che costeggia tutto il litorale da Taranto a Reggio Calabria in direzione Crotone;


In Aereo:

Collegamenti aerei sono attivi per aeroporto di Lamezia Terme (distante circa 110 Km) e per aereoporto di Crotone "S. Anna"(distante circa 35 Km).


In Treno:

Linee direttissime, dalle maggiori citta italiane, per Cirò Marina e Crotone.


In Autobus:

Linee direttissime, dalle maggiori citta italiane, per Cirò Marina e Crotone.


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