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                                                                                                                    PERSONAGGI  DELLA STORIA DI CIRò



Alla storia di ogni paese sono legati molti nomi di personaggi, uomini da non dimenticare, a volte conosciuti ed apprezzati anche fuori della loro terra, a volte no, ma non per questo meno validi, uomini illustri che hanno fatto la storia e continuano a scriverla giorno per giorno. Eroi di ieri ed eroi di oggi, insigni personalità, da serbare come modelli da imitare.






Ilio Adorisio

Ingegnere, matematico, sociologo, considerato uno degli esponenti più autorevoli a livello europeo del moderno pensiero antieconomico. Nacque il  25 aprile 1925. Si laureò a Bari nel 1950 in Ingegneria dei tra­sporti e iniziò la sua carriera progettando lun­ghi tratti dell'autostrada Salerno-Reggio Calabria (progettò anche le reti viarie di nume­rosi Paesi esteri). Fu promotore della Sauti, la Società italiana di ingegneria. Nel 1957 ottenne la cattedra di economia dei trasporti a Bari; nel 1964 fu professore ordinario di tecnica ed eco­nomia dei trasporti a Cagliari ed, in seguito, a L'Aquila. Ebbe anche un'intensa attività come consulente economico. In questo senso, infatti, prestò la sua opera per la Banca Mondiale (dal 1958 al 1974) e per il comitato scientifico dell'Istituto internazionale delle comunicazioni di Genova. Nel 1973 fondò la Sotecni, società di progetta­zione del gruppo Iri-Italstat, tuttavia non abbandonò mai la carriera universitaria. Nel 1980, infatti, fu professore ordinario di econo­mia matematica a L'Aquila e nel 1982 a "La Sapienza" di Roma. Le sue lezioni universitarie di economia si trasformarono ben presto in un originale e seguitissimo corso di antieconomia, "Antieconomico" era infatti il titolo della rubri­ca che ogni settimana firmava sulle pagine del quotidiano "Il Manifesto". Scrisse molti testi universitari tra cui: "Lezioni di economia mate­matica", "Meccanica della locomozione terre­stre", "Max in analisi convessa". Di Adorisio sono state pubblicate anche due opere teatrali: "La sceriffà" e "Come un processo", che fu rap­presentata a Roma, nel 1989, al Teatro dell'Orologio. Morì nella capitale il 6 settembre 1991. A lui è stato intitolato il Liceo scientifico di Cirò.

 

Battista Agrippa

Umanista del XVI secolo. La sua memoria fu onorata da Girolamo Ruscelli e Ludovico Dolce. Di lui esistono un epigramma, cinque sonetti e cinque ottave.

 




Giulio Aromolo

Saggista e storico nato nel 1892. Uomo di scuo­la, fu a lungo docente e preside in varie parti d'Italia. Noto per la sua produzione di tragedie, come "La marcia di Ronchi" (in ricordo della spedizione che, al comando di Gabriele D'Annunzio, occupò Fiume, città della Croa ' e di opere, storiche, soprattutto quelle a carattere locale, a cui dedicò svariati saggi, occupandosi in particolare delle figure di alcuni suoi illustri concittadini (Luigi Lilio, Gian Teseo Casoppero, Elia Astorino e Luigi Siciliani). Morì nel 1964.

 







                                                  Elia Astorino

Filosofo e matematico, medico, teologo, astro­nomo e glottologo. Nacque probabilmente nel 1651. Fu un intellettuale di fama europea, che fece delle contraddizioni della sua epoca la ragione stessa della sua vita. Vestì giovanissimo il saio dei Carmelitani Scalzi, ma dopo avere abbandonato le tesi aristoteliche venne emargi­nato e per sfuggire all'inquisizione, alla fine, emigrò all'estero. Dopo complesse esperienze culturali, chiese di essere riammesso all'ordine. Pubblicò numerose opere, tra le quali gli "Elementa Euclidis ...". Morì nel 1702 a Terranova di Sibari.

 






Salvatore Astorino

Nacque nel 1907. Meccanico di provata abilità, ideò e brevettò insieme un sistema di carbura­zione ad alcol idratato che poteva essere utiliz­zato su tutti i motori a scoppio e che poteva per­mettere un risparmio di benzina. Durante la Seconda guerra mondiale aderì al movimento partigiano e si distinse in azioni di salvaguardia dagli attacchi dei tedeschi a favore dei cantieri di lavoro presso cui operava.

 

Gian Teseo Casoppero

Umanista di buona notorietà, nacque il 10 apri­le 1509. Fu maestro di Lilio. Di lui si sa che si laureò all'università di Padova nel 1537, poi scomparve. Di particolare interesse la produzio­ne in versi (alcune sue opere sono dedicate a Cirò): "Sylvae", "Amorex" e il suo epistolario.

 

Mattia Chiaramonti

Sindaco della città nel Settecento. Fu una delle guide più prestigiose del movimento demania­lista antifeudale.



Luigi Giglio, Lilio

Medico, astronomo e matematico. Nacque nel 1510. È noto soprattutto come l'autore della proposta di revisione del calendario, presentata e accettata dalla Congregazione degli Astronomi, che diede luogo alla riforma Gregoriana. È suo merito quello di avere ricon­dotto, recuperando i ritardi accumulati nei seco­li dal calendario Giuliano, l'equinozio di prima­vera al 21 marzo e di essere riuscito a coordina­re l'anno lunare con l'anno solare. Studiò medicina e astronomia a Napoli con il fratello Antonio. Non essendo, però, la sua famiglia in grado di mantenerlo agli studi, fu costretto a trovare impiego presso il principe Carafa, feudatario di Cirò. Non si conoscono informazioni più precise sulla sua vita, a parte una lettera a lui scritta nel 1532 dall'umanista cirotano Gian Teseo Casoppero, il quale lo esor­tava a non abbandonare gli studi. Pare, comun­que, che Luigi abbia insegnato medicina a Verona e a Perugia e che, a un certo punto della sua vita, si sia trasferito con Antonio a Roma dove frequentò l'Accademia "Notti Vaticane" (sodalizio di studiosi fondato dal cardinale di origine calabrese Guglielmo Sirleto e dal cardi­nale Carlo Borromeo). La commissione pontificia (di cui fece parte anche il fratello), istituita da Gregorio XIII per vagliare le varie proposte di riforma del calen­dario, prese in grande considerazione gli studi di Lilio, ritenendoli i più soddisfacenti alle necessità della revisione. Lo scienziato cirotano morì nel 1577, cinque anni prima della promul­gazione della riforma. Di lui resta un piccolo opuscolo di 24 pagine ("Compendium novae rationis restituendi kalendarium") fatto stam­pare a Roma dalla commissione nell'annm






San Nicodemo

Il santo nacque il 12 maggio del 900. Giovane, lasciò la casa di via Casoppero per indossare il saio dei Basiliani pare nel monastero locale di San Nicola in Salica. Presto decise di partire, per vivere da eremita sulle montagne di Mammola dove morì i125 marzo del 990. Questo Comune ha donato a Cirò una targa per ricordare il primo millennio della morte del santo (990­-1990).


 


Giovan Francesco Pugliese

Storico, nacque nel 1789. Scrisse "Descrizione ed istorica narrazione dell'origine e vicende politico-economiche di Cirò".

Tutti gli studiosi che hanno effettuato pubblica­zioni sui fatti economici della Calabria nord­orientale dell'Ottocento, hanno fatto e continua­no a fare riferimento a questi due volumi. Morì nel 1855.

 











Francesco Sabatini

Nacque il 22 febbraio 1888. Durante la Prima guerra mondiale conquistò sul campo tre meda­glie di bronzo al valore militare. Fu una delle maggiori personalità cirotane del suo tempo, sia per la personale conoscenza dei problemi del­l'agricoltura meridionale, sia per il contributo dato alla vita politica di Cirò durante il fascismo (fu podestà dal 1935 a11944). Morì i121 febbraio 1965.





Domenico Siciliani

Nacque nel 1880. Frequentò l'Accademia milita­re di Modena e la Scuola superiore di guerra a Torino. Si distinse durante la prima guerra mondiale conquistando una medaglia di bron­zo al valore militare. Promosso colonnello a 37 anni, fu destinato al comando supremo del Regio Esercito. Nominato capo dell'Ufficio stampa e propaganda, redasse il 4 novembre 1918 lo storico "bollettino della vittoria" firma­to da Armando Diaz. Finita la guerra, fu addet­to militare a Rio de Janeiro (1924) e governatore della Cirenaica (1929-31). Prese parte alla guer­ra d'Etiopia e nel 1936 comandò il Corpo d'Armata di Roma. Morì nel 1938.



 






Luigi Siciliani

Scrittore e poeta, nacque nel 1881. Si laureò in Legge e in Lettere all'università di Roma. È stato sicuramente il maggiore intellettuale ciro­tano del XX secolo. A Milano fondò il settima­nale "Il tricolore" e, insieme a un gruppo di amici, nel 1910, l'Associazione nazionalista. Ebbe un'importante produzione letteraria e poetica (era molto legato a Pascoli) e fece parte del governo nazionale anche nel primo gabinet­to Mussolini. Fu sottosegretario di Stato alle Belle Arti (1922-23). Tra le sue opere: "Giovanni Francica" (romanzo a sfondo autobiografico edito nel 1910), "L'Altare del Fauno", pubblica­to nel 1923,"Canti pagani e altre poesie classi­che". Morì a Roma nel 1925.

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